ALMA presenta la Magna Carta

Presso l'Auditorium Paganini a Parma, il 3 giugno, ALMA ha presentato la Magna Carta che è stata sottoscritta dalle Scuole partner Internazionali

Il 3 giugno a Parma, presso l’Auditorium Paganini, ALMA in occasione di Next Generation Chef, ha presentato la Magna Carta che è stata sottoscritta dalle Scuole partner Internazionali.

Lo scambio di idee e il dibattito del mattino durante le Round Table ha fatto sì che oltre 120 esperti approfondissero le tematiche della sovranità alimentare, della sostenibilità e del benessere legato alle abitudini di consumo. Durante il pomeriggio la Conferenza Plenaria ha accompagnato il pubblico al momento clou della giornata: la lettura della Magna Carta.

In riferimento alla Carta di Milano presentata durante Expo 2015, la Magna Carta di ALMA riprende i 10 punti in chiave enogastronomica, stilando un documento di riferimento per tutti i professionisti di settore.

Il profilo dell’operatore dell’ospitalità si delinea come etico, responsabile e colto.

Magna Carta

  1. Il cuoco, il pasticcere e il professionista di sala operano per mezzo della cultura e dunque essi stessi generano cultura.

  2. Ogni essere umano ha diritto di scegliere sia il proprio cibo sia le modalità di consumo e di condivisione, secondo la propria cultura.

  3. Ogni essere umano, per il fatto stesso di esistere, ha diritto alla sicurezza alimentare, intesa sia come “disponibilità” di cibo sufficiente al proprio sostentamento sia come “salubrità” di tale cibo.

  4. Le professioni che comportano la somministrazione di cibo e bevande al pubblico esigono grande responsabilità da parte di chi le esercita in quanto contribuiscono in modo significativo al soddisfacimento del diritto alla sicurezza alimentare sotto entrambi i profili in cui esso si manifesta.

  5. Il cuoco e il pasticcere concorrono a garantire la sicurezza alimentare in quanto rappresentano soggetti chiamati a rendere materialmente disponibile cibo sano nei confronti della comunità presso la quale operano.

  6. I cuochi, i pasticceri e gli operatori di sala, allorché godano di sufficiente autonomia e siano dotati di adeguate competenze, hanno la possibilità di selezionare e valorizzare prodotti meritevoli di particolare attenzione in virtù delle qualità che li contraddistinguono (origine geografica, metodo di ottenimento, caratteristiche organolettiche e nutrizionali, ecc.). Essi sono quindi titolari del potere non solo di soddisfare le esigenze di coloro ai quali sono destinate le preparazioni da loro confezionate, ma anche di influenzare il settore produttivo, potendo infatti rappresentare soggetti in grado di incidere sulla domanda espressa dai consumatori.

  7. L’attività ristorativa, nelle sue espressioni più nobili ed elevate, risulta in grado di propiziare o addirittura determinare l’insorgere di mode e stili di vita destinati a diffondersi nelle abitudini quotidiane della collettività, sicché esige un alto senso di responsabilità da parte di chi la esercita.

  8. Il cuoco e il pasticcere sono depositari di un sapere materiale e immateriale che hanno il dovere di custodire, di non svilire e di tramandare arricchendolo della propria esperienza personale, contribuendo così al progresso della società in cui vivono e operano.
  9. Il professionista di sala ha il dovere di informare i clienti in modo corretto sull'origine degli alimenti, sulle loro caratteristiche e sulla loro salubrità.

  10. Le scuole di cucina si devono porre come obiettivo formativo lo studio della natura del cibo, introducendo nella proposta didattica l’educazione alimentare.

Parma, 3 giugno 2017

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