Classe 1988, cresciuto in Versilia, ha sempre avuto una passione per la cucina, tramandata da sua nonna nella fattoria di famiglia. Con l’aiuto del professor Paganini, all’epoca excecutive-chef, entra nel ristorante La Magnolia* dell’Hotel Byron, dove muove i suoi primi passi nella cucina dello chef stellato Michelin Andrea Mattei. Dopo le stagioni all’Hotel Byron, Diego decide di approfondire le sue conoscenze nel campo della pasticceria lavorando nelle migliori pasticcerie e cucine in Italia, a stretto contatto con pasticceri del calibro di Didiet Couet, Mof francese, Rolando Morandin, Frederic Bourse e Davide Comaschi.
Nel 2009 diventa pasticcere al Principe di Piemonte**, per poi tornare a collaborare con lo chef Andrea Mattei all’interno del Relais Chateaux Borgo Santo Pietro*, in provincia di Siena.
Da lì l’esperienza al Geranium*** di Cophenagen dove Diego apre un nuovo concetto di cucina: dinamicità e organizzazione diventano il fulcro, senza mai dimenticare le sue origini e i suoi ricordi.
Nel 2018 il nuovo progetto con Filippo di Bartola, col quale Diego condivide la visione di una cucina in cui il campo di applicazione non si basa solo sull’esecuzione ma sulle emozioni che il piatto lascia e sul divertimento che il cliente ha nel provarlo, tema che consolida con lo stage a El Celler de Can Roca***, al fianco di Joan e Jordi Roca.
Attualmente è Chef Pasticcere al St. Hubertus***, al fianco dello chef Norbert Niederkofler.

Diventa Chef Ambassador ALMA nel 2018 dopo l’esperienza trascorsa a Istanbul, un’occasione incredibile dove poter condividere i valori gastronomici italiani quali “rispetto e selezione della materia prima al quale dobbiamo dare spazio e importanza nel piatto senza troppo stravolgerla“.

Per chef Poli, una cena o un pranzo, per noi italiani, significa molto di più che consumare un piatto: è sinonimo di una cultura che vede nel cibo un’espressione di creatività, passione e gioia nel far star bene se stessi e gli altri, e che si amplifica massimamente nella condivisione. “Stare a tavola è un’esperienza: chi visita l’Italia lo sa bene, e non se ne dimentica facilmente“.

Piatto preferito da gustare: Essendo toscano mi ritrovo in piatti legati alla mia tradizione: come la cacciagione e le parti degli animali da cortile meno utilizzate, o un bel panino con il lampredotto e salsa verde. La passione per la pasticceria rimane sempre solida in me e una pesca di Prato non me la posso certo scordare.

Piatto preferito da cucinare: adoro cucinare i cereali come un bel risotto o Orzotto o Farro perchè riesci a dare cremosità struttura e creatività.

3 parole per definire la cucina: Passione – Prodotto – Pirateria/Uscire fuori dall’ordinario/Unconventional

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