Ludovica Gargari

CORSO SUPERIORE DI CUCINA ITALIANA DI ALMA

 

 

Scrittrice, attrice e chef. Ludovica, raccontaci di te.

All’età di 5 anni ho cominciato a lavorare in televisione come attrice, nonostante nessuno della mia famiglia facesse parte di quel mondo, a parte mia sorella che ha 3 anni più di me. Abbiamo iniziato per gioco e per caso insieme.

Prima con piccoli ruoli in Rai e Mediaset, poi nella serie “Provaci ancora prof!”. In quegli anni sono stata impegnata anche nelle riprese di altre serie tv — come “Giovanni Falcone – L’uomo che sfidò cosa nostra”, “La terza verità” e al cinema con il film “Ex”.

 

Come riuscivi a conciliare lavoro e studio?

Ho sempre lavorato senza mai lasciare la scuola. Sono sempre stata abituata a dovermi dividere tra i due spazi, la quotidianità e il lavoro che era per me un “gioco”. Questo mi ha dato la possibilità di crescere in un mondo di adulti e capire prima del tempo cosa vogliano dire impegno, costanza e fatica.
Mi sono diplomata al Liceo Classico, per me c’è sempre stato prima il dovere con la scuola, poi il piacere, ovvero la vita sul set.
Durante l’ultimo anno di Liceo mi sono ritrovata a dover scegliere cosa fare, mossa da una passione per la scrittura e la letteratura che mi ha portato ad iscrivermi alla facoltà di Filosofia a “La Sapienza” di Roma. Facoltà che mi avrebbe permesso di continuare a lavorare ancora sul set.
Non ero ancora certa del lavoro che avrei fatto da grande.

 

Dove nasce la passione per il food?
Non vengo da una famiglia di ristoratori ma c’è sempre stato rispetto per il cibo. L’incontro con una dottoressa mi ha portata a scoprire cibi e abbinamenti diversi, portando a studiarli e amarli così tanto da voler fare la chef.

 

Nel 2019 pubblichi la tua biografia “Nient’altro che la verità”, un racconto dove racconti la tua vita oltre la tv.
Quando ho pubblicato il libro era spontaneo farsi la domanda “cosa avrà da raccontare una ragazzina di 21 anni?”.
Penso che ognuno abbia la sua storia, e come tale valga sempre la pena raccontarla. Il libro era un diario segreto, avevo cominciato a scrivere piccole parti sui social e aveva suscitato l’interesse del mio pubblico.
Racconto della vita divisa tra scuola e lavoro, con gioie e dolori: la separazione dei miei, l’anoressia. Ma il messaggio che desideravo esprimere è che esiste sempre una soluzione e che il nostro passato è un percorso necessario per diventare quello che siamo realmente.
Un racconto nel quale la mia infanzia, la passione per la scrittura e il cibo trovano finalmente un proprio spazio.

 

Il passo verso la cucina?

Al secondo anno di università scelsi di dedicarmi completamente allo studio, ma non ero felice. Cucinavo tutto il giorno, avevo capito che il cibo sarebbe stato il mio futuro. In quel momento ho pensato di intraprendere una strada nel mondo della cucina. Quando lo dissi a mio padre mi disse “se lo devi fare fallo bene e dai il massimo”, chiarendomi quanto fosse difficile la vita di un cuoco.
Aveva ragione, ma io dentro di me sapevo, ero certa al 100% che la cucina sarebbe stato molto altro. Tra l’altro in ALMA si studia anche tanto. Mica è facile calibrare un gelato!

 

Avrai suscitato la curiosità dei tuoi colleghi studenti.
I miei compagni mi hanno sempre chiesto perché fossi lì. Sono una persona normale, con un sogno e una passione, che ha lavorato fin da piccola ma trovandocisi dentro per caso. Non era una vera scelta. La cucina è la mia scelta.

 

Sempre nel 2019 ti iscrivi in ALMA.
Quando mi informai scoprii che il Corso Tecniche di Base era in partenza e mi iscrissi subito. Tre giorni dopo ero a Colorno. Ho proseguito con il Corso Superiore di Cucina Italiana, concludendo il percorso con uno stage al ristorante Seta by Antonio Guida al “Mandarin Oriental” di Milano, dove ho stretto legami stupendi che ancora porto nel cuore.
ALMA mi ha cambiata completamente. L’approccio alla cucina non è più esclusivamente estetico, ma si concentra sulla materia prima per arrivare al prodotto finale.

 

TV, cucina e scrittura, non ti fermi mai.
Probabilmente ancora non è molto chiaro a tutti come cerco di coniugare le tre cose. Creo videoricette con il desiderio di mantenere vivo il rapporto con il mio pubblico, che ora mi supporta in questo cammino nonostante molti di loro mi seguissero già da prima grazie alla Tv.
La scrittura invece è sempre presente alla base di ogni piatto. Dietro c’è sempre un pensiero, un ricordo importante da raccontare. Il progetto è quello di scrivere libri di cucina alla portata di tutti, con un linguaggio fresco ma nei quali non manchi la tecnica, grazie alle competenze maturate con lo studio. E magari realizzare un piccolo programma di cucina.

 

Sei molto seguita sui social con i tuoi 100 mila followers su Instagram. Qual è il rapporto tra cucina, TV e Social?

Credo che la tv e i social media abbiano restituito al cuoco il valore che merita, probabilmente prima non veniva riconosciuto. Prima con la TV, oggi con i Social si riesce a entrare nelle case delle persone generando curiosità. La tv e i social hanno riportato attenzione e curiosità sul cibo, ma soprattutto hanno valorizzato il cuoco come mestiere.
Il rischio è che il pubblico percepisca la cucina come puro spettacolo ma non è così. È una sfida durissima, le ore di lavoro sono tante come tanta è la fatica.

 

Ora sei il volto protagonista di AL.TA Cucina, realtà che va alla grande sul web e tra le più coinvolgenti nel panorama food italiano. Com’è nata questa opportunità?

In modo abbastanza naturale. I due fondatori sono romani, li conoscevo tramite persone in comune. Hanno saputo che dalla tv ero passata alla cucina. Avevano bisogno di una persona che coniugasse appunto entrambe le cose e mi contattarono. Io ne sono stata felicissima.
Con Al.Ta Cucina realizziamo video ricette per il web con collaborazioni con partner importanti e il progetto è quello di creare una piattaforma web di riferimento a livello internazionale per la cucina italiana, e di farlo attraverso il supporto della nostra community.

 

Progetti per il futuro?
Mi piacerebbe parlare di cibo a 360 gradi con autorevolezza, credibilità, amore e passione, sfruttando i canali televisi e i Social Network, per le persone comuni che nutrono il mio stesso interesse. E perché no, sarebbe bello tornare in ALMA, magari non più in veste di studentessa, ma per dare un mio contributo in un format di cucina-social, che tanto veniva denigrata e che ora tutti ricercano!

 

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