Alta formazione arti culinarie e ospitalità: il riconoscimento in una risoluzione parlamentare
Per la prima volta nella storia, l’alta formazione per le arti culinarie e dell’ospitalità riconosciuta in una risoluzione parlamentare
Approvata la risoluzione n. 8-00299, presentata dall’On. Federico Mollicone presso la VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati, che “riconosce a pieno titolo le arti culinarie e dell’ospitalità come mestieri d’arte a vocazione culturale, formativa e patrimoniale” e impegna il Governo a “valorizzare presso le istituzioni della formazione terziaria… percorsi formativi dedicati alle arti culinarie e all’ospitalità…” e a “favorire…la collaborazione tra le istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), le università, le fondazioni culturali e gli ITS Academy, per la realizzazione di iniziative integrate di valorizzazione culturale dell’arte culinaria e dell’accoglienza, in coerenza con gli obiettivi strategici di rilancio dell’identità culturale ed economica italiana”.
Questo storico riconoscimento ha portato all’interno del dibattito parlamentare un tema che sta acquisendo crescente rilievo nel sistema educativo italiano, quello appunto della valorizzazione di queste arti nell’ambito della formazione terziaria.
A favorire “la rottura del soffitto di cristallo” è facile immaginare possa aver influito il recente riconoscimento della Cucina Italiana a Patrimonio immateriale dell’Umanità UNESCO, che ha sancito definitivamente il valore percepito e condiviso della nostra tradizione gastronomica e del concetto di convivialità che la caratterizza.
Tuttavia – e lo citano le premesse della risoluzione stessa – decisivo per il buon esito del procedimento è stato il peso del progetto «Maestro d’arte e mestiere» (MAM) istituito da ALMA e Fondazione Cologni, che dal 2016 assegna “un titolo distintivo per professionisti dell’artigianato d’eccellenza” e da allora ha già insignito più di 300 “Beni culturali viventi”.
Questa iniziativa, che giunge proprio quest’anno alla sua sesta edizione, viene associata, all’interno del testo parlamentare, al «Maestro dell’arte della cucina italiana», riconoscimento nato con la legge n. 59 del 19 aprile 2024 («legge Massari») e che finora ha premiato 8 figure chiave del settore.
“Entrambi i Premi condividono la volontà e l’obiettivo concreto di valorizzare i Maestri delle arti legate al mondo della gastronomia italiana e le eccellenze del comparto enogastronomico nazionale” spiega Alberto Figna, Presidente ALMA. “Tuttavia, differenziano nella sostanza su punti chiave quali la genesi, storicità e la visione: voluto da istituti privati ma più annoso e con una proiezione sull’intera filiera (23 sono le categorie premiate), il «Maestro d’arte e mestiere»; istituito a livello Ministeriale ma più recente e rivolto solo ad alcune delle maestranze culinarie, quello della legge 59. Nonostante questo, o più probabilmente forse proprio a fronte di queste rispettive peculiarità, l’obiettivo finale espresso nella risoluzione è quello di generare fra questi preziosi disegni delle sinergie fattive e una compenetrazione di intenti“.
Si conclude infatti il testo dell’On. Federico Mollicone con un’auspicata “inclusione del titolo di «Maestro d’arte e mestiere» nella legge n. 59 del 2024 tanto per le arti decorative quanto per le arti agrarie, del gusto e dell’ospitalità” come “importante valorizzazione e riconoscimento dei mestieri d’arte italiani”.